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Le escursioni , gli itinerari più belli per chi ama camminare e respirare l' aria salubre della Comunità Montana Fontanabuona
Inizio: Traso (frazione di Bargagli), sulla vecchia SS 45, da una mulattiera sul lato a monte (Via IV Novembre). , Approccio: corriera AMT, linea M da Genova e Torriglia-Ottone, o corriera Tigullio, linea 15 da Genova e Chiavari (la fermata Tigullio è però appena fuori paese).

Il percorso: Da Traso (m 330) s’imbocca Via IV Novembre, una mulattiera assai ben conservata in costante salita, con alcuni tratti in cemento, che descrive tre tornanti e incrocia poi per due volte la strada comunale Traso-Sant’Alberto. Alla terza volta si segue la strada in salita e si segue subito un “caruggio” sul lato monte, a fianco del cartello “Pianetto”, che attraversa con modesta pendenza le case del nucleo antico di Traso Alta. Arrivati quasi alla chiesa parrocchiale (m 460 circa) si prendono gli scalini sulla sinistra; si incrocia ancora la strada, proseguendo sempre sul lato a monte. S’incontra nuovamente la strada in corrispondenza di una casetta, continuando subito lungo una mulattiera più ripida; si attraversa una strada minore imboccando una scalinata, poi ancora la rotabile, prendendo la mulattiera in salita sulla sinistra. Ad un bivio pedonale si sale ancora e si spunta per l’ultima volta sulla rotabile (m 570 circa); la si risale per un centinaio di metri, quindi, dopo il curvone, ci s’inoltra a sinistra nel bosco: il sentiero all’inizio è in leggera discesa, poi sale con pendenza moderata poco sotto la rotabile. Si attraversano un paio di rii stagionali e si sfiorano alcuni ruderi; la zona reca purtroppo i segni dell’insana abitudine di scaricare i rifiuti ingombranti o nocivi dove capita. D’un tratto il fondo diventa cementato e si sfiorano le prime case di Sant’Alberto; il sentiero finisce sulla strada provinciale 82, che va seguita fino alla piazza intitolata a Salvo d’Acquisto (m 678), punto questo altamente panoramico. In termini di tempo, siamo più o meno a metà percorrenza; di qui l’itinerario prosegue per mulattiera a sinistra del ristorante “Nonna Papera” e, con poche eccezioni, corre allo scoperto. Si sale a mezza costa con una discreta pendenza, dovendo evitare pure alcuni rovi (è consigliabile aggirarli dal basso): ai Casoni (m 812), un lungo gruppo di stallaggi diroccati, il tracciato spiana fino al Colle Speranza (m 840). Qui si attraversa una zona di addestramento di cani da ferma, si raccomanda quindi di richiudere bene i due cancelli che s’incontrano. Al Colle Speranza, in prossimità di una baracchetta, converge da destra l’analogo itinerario proveniente dalla Presa: si sale a mezza costa su un fondo erbosissimo e, appena dopo il secondo cancello, incomincia la rampa finale verso la vetta. L’itinerario (a malapena distinguibile grazie al segnavia, comunque basta salire sempre!) raggiunge il solco di un rigagnolo stagionale e lo risale fino alla dorsale Bisagno-Lavagna; si segue poi la dorsale stessa verso destra fino alla vetta del Monte Croce dei Fò (m 973). Dalla vetta del Monte Croce dei Fò la strada più vicina unisce Sant’Alberto alla stazione meteorologica del Monte di Traso ed è raggiungibile dal Colle Speranza; servendo un’autolinea si può tornare a Sant’Alberto o scendere a Pannesi (1 h 15’, segnavia ), alla Presa (3 h, segnavia ) o anche a Case Becco (1 h, segnavia ), in questo caso dovendo poi scendere lungo la strada fino a Cornua (1 Km, autolinea solo festiva).

I CELLULARI non funzionano nell’avvallamento tra Colle Speranza e la vetta. Si trova sicuramente ACQUA a Traso da un lavatoio lungo la mulattiera; vi sono poi i rii occasionali poco prima di Sant’Alberto e dopo Colle Speranza. Quanto a PANORAMA, questo itinerario è la dimostrazione che a volte non serve salire moltissimo per vedere lontano. Da Sant’Alberto si ammirano, verso ponente, la Val Bisagno dominata, in senso sinistra-destra, dai monti Capenardo, Alpesisa e Candelozzo; in lontananza Forte Diamante e l’esteso Santuario della Guardia sul Monte Figogna, nonché alcune vette del Basso Piemonte. Sul versante fontanino spiccano invece verso levante i gruppi di Caucaso, Ramaceto e Aiona; si notano gli abitati di San Marco d’Urri e Ognio sulle pendici di Rocca Cavello, più a sinistra Tasso e in basso la valle del Ferriere; sul crinale meridionale si distinguono il “piatto” Monte Cornua e la depressione del Colle Caprile, oltre questo e in ordine visivo da sinistra a destra i Monti Lasagna, Pegge, Manico del Lume con la doppia vetta, Borgo e Bello. Verso i Casoni la visuale si apre su Bargagli, le frazioni di Davagna (Dercogna, Meco, Rosso, ecc.), il Monte Lago a destra dell’Alpesisa, Creto e le lontane vette della Val Polcevera, tra tutte il Monte delle Figne. Dalla vetta del Monte Croce dei Fò aggiungiamo al ricco panorama: il Mar Ligure; le riviere dall’Isola Palmaria a Capo Mele, con Punta Chiappa e il Monte di Portofino; sempre verso Sud la strada del Fasce e i Monti dell’Uccellato, Possuolo, Cordona, Fasce (riconoscibile dalle numerose antenne) e Bastia; “sotto”, ancora verso Sud, i Monti Bado e Becco; a settentrione i gruppi di Antola, Carmo di Gorreto, più vicino il Lavagnola e gli agglomerati di Rossi (in alto) e Vallebuona; a Nord-Est il Maggiorasca; infine, nelle giornate più limpide, si arriva a scorgere le Alpi. L’itinerario si può percorrere a CAVALLO da Traso Alto (da dove si lascia la rotabile Traso-Sant’Alberto) fino alla vetta; in MOUNTAIN-BIKE è preferibile seguire la strada e, poco prima di Sant’Alberto, svoltare a destra verso la stazione meteo, presso la quale vi sono ampi prati su cui divertirsi.PUNTI D’APPOGGIO: TRASO: Trattoria “La Regina” (tel. 010 / 90.07.44), chiusa il mercoledì; Bar-Osteria “Valle” (tel. 010 / 90.02.61), chiuso il martedì; Bar-Ristorante “Cinghiale d’Oro” (tel. 010 / 90.01.38), chiuso il mercoledì, è gradita la prenotazione. SANT’ALBERTO: Bar-Ristorante “Il Girarrosto” (tel. e fax 010 / 90.02.66), chiuso il martedì, in settimana pasti solo su prenotazione; Bar-Ristorante “Nonna Papera” (tel. e fax 010 / 90.02.65), chiuso il lunedì, pasti solo su prenotazione.

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