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COMMISSARIAMENTO !
Il commissariamento di una Unità C.R.I. avviene quando questa rimane priva degli organi direttivi.
Le dimissioni del Presidente comportano automaticamente lo scioglimento del Consiglio Direttivo, con la conseguente nomina di un Commissario Straordinario che rimane in carica fino alla ricostituzione di nuovi vertici.
In passato, la “proposta” del Comitato Centrale veniva confermata dalla nomina ufficiale da parte del Prefetto; al giorno d’oggi, lo Statuto prevede che tutte le cariche siano affidate a seguito di una consultazione elettorale tra i soci attivi che abbiano regolarmente versato la quota associativa.
Il 5 maggio 1992, con Ordinanza Commissariale n° 5419, Mauro Piffero, VdS e membro del Consiglio Direttivo, viene nominato Commissario dell’Unità Locale di Gattorna: la nomina non lo trova impreparato, in quanto già da circa un anno ne esercitava di fatto le funzioni.
Essendo già attivo in campo amministrativo e gestionale, oltre che come soccorritore, era certamente la persona più a conoscenza dei problemi e delle necessità del Sottocomitato ed era indubbiamente cosciente delle difficoltà che lo attendevano.
“La mia più grande preoccupazione” -racconta- “fu la motivazione contenuta nella lettera di incarico, che testualmente recitava
…con il compito di valutare la sussistenza di motivi giustificativi per il mantenimento dell’Unità a livello di Sottocomitato.
Ciò significava che la nostra Associazione correva il rischio di essere declassata a Delegazione, se non addirittura quello della soppressione.
Più ancora delle chiamate notturne, fu questo stato di rischio continuo a farmi perdere ore di sonno.”
C’era poi un secondo aspetto, che il neo commissario intendeva affrontare, una seconda sfida con se stesso che si proponeva di vincere: riuscire finalmente ad utilizzare la sede sociale secondo il progetto di chi l’aveva concepita e realizzata, a cominciare dall’indimenticabile primo Presidente Cav. Vittorio Nestori.
Inaugurata infatti nell’ormai lontano 1960, a distanza di 32 anni non era ancora completamente operativa per la C.R.I., anche se non inutilizzata.
Nell’accingersi a quanto detto, M.P. faceva come sempre conto sull’aiuto dei volontari e sul sostegno economico della popolazione, cui poi si aggiunsero anche Enti privati e pubblici: i primi tempi furono senz’altro difficili, ma poi il vento cambiò ed in poco tempo alcuni importanti eventi cominciarono a dare i loro frutti e far “girare la ruota nel verso giusto”.
“Una sera”-sono sempre parole di Mauro-“mentre si stava telefonando in giro per formare la squadra che il mattino successivo eseguisse un trasporto, suonò il campanello. Arrivato sulla soglia ed aperta la porta di ingresso, mi trovai davanti Egidio, che, senza nemmeno darmi il tempo di salutare, disse: Sono venuto a vedere se c’è bisogno di una mano. Sono disponibile per qualsiasi emergenza, se necessario anche di notte”
Egidio fu il primo, e fu seguito da molti altri che decisero di iniziare o riprendere il volontariato in Croce Rossa, contribuendo tutti insieme a portare avanti un’impresa che sembrava una missione impossibile.
Altri importanti eventi che supportarono il lavoro del commissario furono attività che lo avevano visto in parte partecipe prima della nomina e successivamente promotore.
Ricordiamole:
a) firma della convenzione per il servizio di Guardia Medica domiciliare.
Fino al 1989 il servizio di guardia medica, attivo nelle ore notturne e nei giorni prefestivi e festivi, fu da principio allocato presso il Poliambulatorio di Monleone, noto in Val Fontanabuona come l”ospedaletto”, e per un breve periodo anche presso la consorella Croce Rossa di Cicagna.
L’allora U.S.L. 18 decise però di appoggiarlo ad una organizzazione di volontariato tramite una convenzione che permettesse all’Ente Sanitario di ottimizzare i costi e raggiungere una maggiore efficienza.
Risultata vinta la gara di appalto indetta dalla U.S.L., quando ormai la stampa la dava già come assegnata alla consorella di Cicagna, per il Sottocomitato fu certo motivo di entusiasmo ma anche di perplessità: impose tuttavia un nuovo modo di affrontare il futuro, basato su organizzazione e preparazione tecnica, che da questo momento saranno i mattoni con cui verrà ricostruita l’Associazione.
Il servizio ebbe inizio la notte tra il 31 dicembre 1989 ed il 1° gennaio 1990, un Capodanno veramente da ricordare, e da allora è sempre rimasto affidato al Sottocomitato, poi Comitato Locale, di Gattorna.
I medici, cui è riconosciuta la qualifica di pubblico ufficiale, con gli obblighi ed i poteri che ne derivano, in un primo tempo si gestivano in modo autonomo, successivamente furono coordinati dal “118”.
Per prima cosa fu necessario portare un numero telefonico in sede, poi preparare un primo nucleo di autisti dotati di conoscenza del territorio sufficiente per accompagnare il medico fino alle frazioni più isolate, quindi mettere a disposizione un veicolo attrezzato, un centralinista per tutta la durata del servizio, camera da letto ed ambulatorio.
b) ristrutturazione dei locali
Conseguenza in parte della sistemazione necessaria per il servizio di Guardia Medica, furono eseguiti tra il 1991 ed il 1992 lavori per ottimizzare gli spazi disponibili ricavando gli uffici necessari ad accogliere i nuovi strumenti informatici, nonché alloggi e servizi idonei a consentire il pernottamento di personale in turno.
c)convenzione per gli obiettori di coscienza
Si dimostrò importante almeno quanto quella per la Guardia Medica.
Nel mese di ottobre 1992 il Ministero della Difesa, accogliendo la nostra richiesta di convenzione, assegnò per la prima volta a Gattorna 2 Obiettori di Coscienza.
Poter contare sulla costante collaborazione di giovani che preferivano il servizio civile a quello militare consentì di compiere un notevole salto di qualità.
In primo luogo, inquadrati nell’organico volontari al termine del corso interno di addestramento, essi contribuirono all’operatività quotidiana, specie in orario di lavoro, quando più difficile risultava reperire volontari per eseguire i servizi.
Permisero poi al Commissario di introdurre, e quindi fare accettare, una nuova modalità di esecuzione dei servizi, essendo cioè presenti in sede, e non più su chiamata da casa o dal lavoro.
Era la premessa necessaria per l’attuazione del servizio attivo 24 ore su 24 dai locali della sede.
M.P. conclude così il suo racconto:
“Vedendo i progressi che riuscivamo a compiere, capii che la partita si poteva vincere, ed ancor più mi sembrò che la riuscita fosse alla nostra portata quando il 18 dicembre 1993, durante la celebrazione del 40° anniversario della fondazione del Sottocomitato di Gattorna, il Vice Commissario Nazionale Gen. Paolo Carlini, presente ai festeggiamenti, colse il momento dell’inaugurazione della nuova Ambulanza di Soccorso per anticiparmi che il Commissario Straordinario Nazionale CRI Professor
Luigi Giannico avrebbe senz’altro ricostituito gli Organi Ordinari di Amministrazione quando avessimo dimostrato di aver normalizzato l’attività istituzionale e ricreato idonee condizioni per il mantenimento dell’Unità Locale a livello di Sottocomitato.”
Fu così che, a seguito di una dettagliata relazione sull’attività svolta e sulla struttura organizzativa ormai consolidata, il Commissario Straordinario C.R.I. annunciò con comunicazione del 21 febbraio 1995 che era stato conseguito l’ambito riconoscimento, atteso da quasi tre anni: a coronamento degli sforzi di tutti, l’Unità di Gattorna rimaneva Sottocomitato e usciva dal commissariamento vedendo ricostituiti i propri Organi Ordinari di Amministrazione, a cominciare dalla nomina del Presidente nella persona di Mauro Piffero, autorizzato a continuare la sua opera di gestione ordinaria fino al conferimento del nuovo mandato da parte del Prefetto di Genova.
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