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GATTORNA (GE)! DOVE SARA’ MAI?
di Mauro Orecchia
E’ il 2 Agosto del 1994. E’ da poco finita l’avventura (negativa) dei mondiali di calcio, quando inizia la mia avventura. La mia e quella di altri due ragazzi (che io amo chiamare “soci”) che assieme a me hanno contribuito ad un cinquantesimo della storia di quell’associazione di volontariato che si chiama “Croce Rossa Italiana”, che operava su una parte del territorio (fontanino,ndr) attraverso l’allora denominato “Sottocomitato di Gattorna”.
Mi piace ritornare indietro con la memoria a due settimane prima della data in questione (dunque metà luglio del 1994, per non farvi fare troppi sforzi) quando, mentre vivevo nella mia pacifica Settimo Torinese, ricevetti la cartolina di chiamata all’adempimento del servizio civile in quanto obiettore di coscienza.
“Croce Rossa Italiana” e poi ancora “Gattorna (GE)”. Questo è quanto ricordo di quella cartolina.
I miei occhi l’avevano “sgranata “ con attenzione.
Croce Rossa Italiana! Proprio non faceva per me! Me ne ero sempre tenuto ben lontano, ma ora che ne ero costretto dovevo prenderla un po’ come una missione umanitaria!
E poi “Gattorna (GE)”. “Dove sarà mai?” – mi chiedevo – “beh, provincia di Genova, sicuramente sul mare, almeno vado a fare qualche corsetta sulla spiaggia…”
In quel momento non potevo certo immaginare che le corsette le avrei fatte egualmente, ma immerso in una realtà alquanto differente…
Si, perché più che il mare si vedevano solo i monti, ed il paese era così piccino che, attraversandolo percorrendo la strada statale, non si faceva tempo a cominciare che era già finito…altro che la città alla quale ero abituato! E poi c’era questa incognita Croce Rossa….mah!
Da queste premesse si può forse capire come non fossi sicuramente “ben impostato” all’avventura che mi attendeva, ma dopo neanche un’ora di permanenza avevo già cambiato idea: proprio così, perché dopo un’ora ero già seduto al tavolo del Barman (non faccio nomi per non fare discriminazioni, ma ci tengo a citare i diretti interessati) che mi allettava con le prelibatezze della cucina ligure!
Per di più a facilitare l’ambientamento mio e dei miei due soci aveva contribuito in maniera meravigliosa l’affetto della gente che ci circondava, persone che magari ti conoscevano solo di vista ma che sapevano che in fondo tu eri lì per dare loro un servizio e per quanto possibile cercavano di ricambiarlo offrendoti qualunque genere di aiuto.
E’ stato così che Gattorna, la sua gente, la Croce Rossa e i suoi volontari sono diventati ben presto la mia casa, la mia vita, i miei amici….
A parte questa simpatica parentesi, devo riconoscere che sin dai primi giorni questa esperienza ha cambiato radicalmente la mia vita ed il mio modo di pensare.
La prima cosa che mi aveva stupito era il fatto che i Militi della Croce Rossa fossero tutti volontari, persone che facevano quello che facevano per passione, senza guadagnarci niente….eppure da fuori non l’avrei mai detto!
Però da quando ne ero direttamente coinvolto cominciavo a capire perché tante persone facessero tanto senza chiedere niente…
Mi è bastato poco, infatti, per rendermi conto di quanto fosse bello poter aiutare chi aveva bisogno, e non mi riferisco solo a chi era ferito o chi stava male, ma anche chi chiedeva solo un po’ di compagnia, un sorriso…
Non amo fare degli esempi concreti, ma voglio ricordare con affetto una povera dializzata, che ora non è più tra noi, alla quale il destino non aveva certo riservato una esistenza piacevole, e alla quale tante volte bastava un pezzo di focaccia ed uno sguardo per farla felice, per farle tornare quel sorriso che non ricordava neanche più di avere…
Sono queste le esperienze che hanno cambiato la mia vita, che mi hanno fatto capire come nulla sia più gratificante del dare, come nulla ti riempia di soddisfazione quanto un sorriso, quanto il grazie di chi ha bisogno…
E sempre ringrazio il destino che mi ha costretto ad affrontare questa esperienza, un’esperienza che non avrei mai vissuto per scelta personale, ma alla quale sono fortunatamente stato costretto!
Per questo ho accettato volentieri di scrivere due righe sulla storia di questa associazione, perché spero che magari anche solo una o due o tante persone, leggendo queste mie misere memorie, siano tentate dal vivere queste situazioni così come ho fatto io…
Ma arriva presto il 1° Agosto del 1995, e come tutte le cose belle, giunge il momento in cui finiscono…ed è sempre troppo presto.
Negli occhi ho ancora impresso l’ultimo sguardo rivolto a quel panorama che mi si presentava ogni mattina dalla finestra del salone, con la maestosità dei verdi monti dietro ai quali splendeva un cielo di un “blu spettacolo”…
Nel cuore provavo il desiderio di restare lì, di continuare a essere, di continuare a vivere quello che una città (e mi riferisco a Settimo Torinese) e le sue migliaia di persone e le sue miriadi di attività non mi avevano mai dato….Però forse è stato giusto così, forse è stata un’esperienza indimenticabile perché è finita dopo 365 giorni, lasciando nel mio cuore un ricordo indelebile delle persone, delle strade, dei boschi, del paese, del barman, dell’autista delle corriere, del gommista, del benzinaio, del “sindaco” e di suo figlio, del giamping Jack, del Gio’, del buttero, della Pfaifer Family, del Cursì dei fiori, dell’uomo cloaca, del Bocca, dei miei soci, delle stupende fanciulle (soprattutto), dei militi e dei personaggi tutti che hanno allietato la mia permanenza….
E congedandomi, non senza qualche lacrimuccia, dal mio amato Sottocomitato di Gattorna, ho solo espresso dentro di me un piccolo desiderio, e cioè di non essere stato solo uno dei tanti che sono passati di lì, ma di aver lasciato un segno anche piccolo nella storia di questa realtà, di aver contribuito, anche solo per la cinquantesima parte, alla storia, al lavoro di questo piccolo gruppo di volontari che compie la veneranda età di cinquant’anni.
Auguri alla Croce Rossa Italiana di Gattorna.
Voster Semper Voster
Savoia, Gianduia, Nocciola, ecc.
alias Mauro ‘74
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