WWW.FONTANABUONA.COM
versione perPOCKET PC

Le news | Elenco aziende | Il cestino del maestro | Luoghi sacri | La comunità montana informa | I comuni | Come eravamo | Le escursioni | Diritto immobiliare | Diritto societario | Lavoro | Il libro dell'ardesia sagep | Il mercatino delle occasioni | Vie dei pellegrini | La politica | Proverbi genovesi | Lo sport | Articoli storici | Ardesia 1 | Libro 50 anni Croce Rossa Gattorna | Gli artisti della Fontanabuona | Cristoforo Colombo




27 PROGETTO TERZO MILLENNIO di Enrico Giromini

Il 28 giugno 1998, lo troviamo scritto in altra parte del presente fascicolo, le celebrazioni per il 45° compleanno del Comitato Locale C.R.I. di Gattorna vedono fra l’altro l’inaugurazione di una FIAT MAREA WEEKEND 1600 i.e., vettura specificamente attrezzata ed immatricolata come “automedica”.

Cosa significa? Semplicemente che la macchina ha in dotazione una completa attrezzatura per la rianimazione, composta da piccole apparecchiature portatili di agevole impiego: un pulsiossimetro, un aspiratore, un defibrillatore, un respiratore, oltre naturalmente ‘rescue-bag’ e bombola di ossigeno. La vettura è prevista per l’impiego da parte di un medico con autista specificamente addestrato.

Ci furono allora persone che criticarono questo acquisto, “soldi sprecati” secondo loro, mentre l’intenzione di chi operò le scelte fu sempre quella di rispettare e proseguire la logica fondamentale che aveva portato nell’ormai lontano 1953 alla fondazione della nostra Associazione: istituire una serie di attività che permettessero di avvicinare la popolazione ai (solo allora ?) lontani ospedali.

Le ricerche personali dello scrivente hanno condotto al racconto dei fatti che seguono.

Impostazione del progetto

Oltre all’aggiornamento del personale, anche quello di mezzi e materiali è sempre stato un obiettivo primario: in particolare lo è stato nell’ultimo decennio, in cui, nello specifico, il parco macchine ha subito una notevole evoluzione, frutto di una visione futura ben precisa.

Quello che sarà poi definito “Progetto Terzo Millennio” ha inizio già nel 1993 con l’acquisto della ambulanza Volkswagen Transporter, prosegue nel 1995 col Ducato Centro Mobile di Rianimazione e nel 2001 con il nuovo Ducato Diesel anch’esso Centro Mobile di Rianimazione, portando così a disporre di ben 3 ambulanze di classe “A” idonee per l’emergenza.

Nel 2003 entrerà a far parte del parco macchine una ambulanza di piccole dimensioni a trazione integrale, destinata ad effettuare interventi in località impervie, servite da strade malagevoli, spesso concepite solo per autovetture.

Vale anche ricordare che nel frattempo è stato adottato un ottimo Land Rover Defender, attrezzato come ambulanza, dimostratosi indispensabile ed ineguagliabile, ad esempio in occasione degli eventi alluvionali che nel 2000 hanno colpito i Comuni dell’Alta Val Fontanabuona.

Ma vediamo in dettaglio i fatti che hanno preceduto l’acquisto dell’automedica e cerchiamo di comprendere meglio come si arrivò a tale decisione.

1996 – La Via della Solidarietà Il 30 novembre 1966 si tenne presso il palazzetto poliuso di Cicagna un convegno organizzato congiuntamente dai Presidenti della C.R. di Gattorna, Mauro Piffero, e di Cicagna, Claudio Crovo: scopo del convegno era quello di far conoscere alla popolazione il nuovo piano territoriale sanitario e l’offerta di collaborazione fatta al servizio pubblico da parte del volontariato locale per la creazione di un servizio di automedica avente base in Fontanabuona, nella convinzione che lo stesso avrebbe portato grandi vantaggi a tutta la popolazione.

In effetti, in quella occasione, i dirigenti della ASL-4 confermarono che il piano sanitario territoriale prevedeva l’istituzione di un servizio di automedica, i cui interventi sarebbero stati poi coordinati dalla Centrale 118 già operativa.

Era previsto che il servizio fosse articolato su un mezzo dislocato presso l’ospedale di Lavagna, un secondo a Rapallo e, successivamente, un terzo in Val Fontanabuona: un numero di mezzi nel complesso sufficiente a coprire il territorio di competenza della ASL-4, entroterra compreso.

La proposta dei due presidenti C.R. riguardava appunto il terzo mezzo, e fu ampiamente riportata anche dalla stampa.

Viste le premesse, la Direzione di Gattorna prese la decisione di attrezzarsi per essere pronta all’appuntamento col nuovo servizio, in attuazione del resto anche di uno dei Principi Fondamentali del Movimento Internazionale della Croce Rossa, l’ UMANITA’, in base al quale esso “…opera per prevenire e alleviare in ogni circostanza le sofferenze degli uomini. Si applica a proteggere la vita e la salute, e a far rispettare la persona umana…”

Vedremo come le cose non andarono come sperato.

1998 – La preparazione

A molte persone è purtroppo capitato di essere trasportate a “sirene spiegate” all’ospedale di Lavagna, in genere il più vicino, affidate soltanto a militi, bravi e coscienziosi per quanto lo può essere un volontario che non è medico, da molti ritenuti non in grado di gestire le vere emergenze, quelle che mettono in pericolo la sopravvivenza dell’individuo. Al contrario, oggigiorno molto è cambiato al riguardo, vista la sempre maggiore preparazione dei volontari, ma sussistono ancora molte limitazioni, tecniche, e soprattutto legali, che impongono l’impiego di particolari apparecchiature solo da parte di personale medico.

Era una situazione che non poteva più essere tollerata. E l’istituzione del servizio di automedica presso l’ospedale di Lavagna fu un buon passo avanti: sembrava che finalmente si fosse imboccata la via giusta, ma della terza auto non se ne parlava più.

Per quanto riguarda noi della Fontanabuona, però, l’automedica di Lavagna viene incontro all’ambulanza, in genere fino ad una località intermedia come Calvari e talvolta anche Cicagna: tutto ciò anticipa senz’altro le cure prestate ad un paziente riconosciuto in grave stato di pericolo, ma implica pur sempre una perdita di tempo prezioso durante il quale una terapia tempestiva ed adeguata può dare a volte esiti altrimenti insperabili.

Quindi “quelli di Gattorna” restavano convinti che una automedica dislocata presso il loro Comitato sarebbe stata un pezzo di ospedale portato a contatto del paziente in tempi ristretti,in grado di offrire la possibilità di salvare vite umane altrimenti perdute in partenza.

Si procedette pertanto all’acquisto della vettura rinnovando l’offerta di collaborazione.

La proposta, formulata nel senso indicato, ottiene in corso d’anno l’approvazione e la disponibilità verbale del Dr. Carbone, Responsabile della Centrale Operativa 118: nel momento in cui, oltre al mezzo già acquistato, fosse risultato disponibile un adeguato numero di volontari sufficientemente preparati, il progetto avrebbe potuto essere realizzato, quanto meno in via sperimentale per alcuni mesi, per valutare gli effettivi vantaggi in rapporto al numero di interventi e all’abbattimento dei tempi di risposta.

Rimaneva un problema da risolvere: la strumentazione dell’automedica, come già detto, poteva essere utilizzata solo da personale medico, mentre il Comitato di Gattorna non era purtroppo in grado, sia finanziariamente che tecnicamente, di assumere medici preparati per tale servizio. Una soluzione però era a portata di mano. Dal 1990 è attivo presso la sede C.R.I. in Gattorna il servizio di Guardia Medica Domiciliare per il quale, a volte, sono destinati medici che, avendo seguito appositi corsi, risultano abilitati all’emergenza territoriale: tali medici, senza sconvolgere i turni in atto e senza l’impegno di nuovo personale - e quindi con costo contenutissimo (forse una semplice estensione della convenzione per la Guardia Medica ?) – avrebbero potuto utilizzare durante il proprio turno le attrezzature dell’automedica. Fu allora concordato il seguente piano operativo:

• attivare al più presto il primo corso per conducenti di automedica destinato al personale interno (il corso, che prevedeva anche lezioni di primo soccorso, ebbe inizio il 16 luglio, fu tenuto da medici e da personale CRI in possesso di idonei requisiti, e vi parteciparono una decina di volontari); • ogni volta che il turno di Guardia Medica fosse risultato affidato ad un medico provvisto di abilitazione all’emergenza territoriale, la Direzione Servizi di Gattorna avrebbe disposto affinché fosse affiancato da un volontario scelto fra quelli che avevano ottenuto l’attestato del corso di cui sopra; • il servizio sarebbe stato attivato in via sperimentale entro pochi mesi.

L’inizio sembrava soddisfacente, ma ………..

2001 – La Delusione Dopo parecchie sollecitazioni, la Direzione decise di ufficializzare nuovamente presso la ASL la proposta di attivazione in via sperimentale del servizio di automedica dislocato presso la propria sede in Gattorna, con utilizzo di personale ed attrezzature del Comitato.

La ASL doveva autorizzare l’impiego del mezzo da parte del medico della Guardia Medica, quando questi fosse risultato in possesso dell’abilitazione richiesta, mentre, naturalmente, il coordinamento del servizio sarebbe stato affidato al “118” : almeno una parte dei medici in servizio di GM avrebbero potuto recarsi presso i pazienti con un mezzo che disponeva delle principali attrezzature di soccorso, ed usarle ove necessario senza dover chiamare una ambulanza attrezzata ed attenderne l’arrivo.

Senza alcuna possibilità di dialogo, l’offerta, a nostro avviso vantaggiosa, senz’altro importante per la popolazione, fu respinta con un laconico messaggio in cui si leggeva testualmente

“L’AUTOMEDICA SPERIMENTALE DELLA SUDDETTA C.R.I. NON RIENTRA ATTUALMENTE NEI PROGRAMMI OPERATIVI DELLA CENTRALE OPERATIVA 118”

Qualcuno pensò – ma probabilmente non ci credeva molto lui stesso – che forse l’attività sperimentale non fosse più necessaria in quanto il servizio avrebbe potuto essere attivato già a tempo pieno; i più ritennero invece che, come per un gioco di prestigio, l’istituzione della automedica in Fontanabuona fosse stata semplicemente cancellata dai piani, forse un taglio per risparmiare e “rientrare nel budget”, argomento sempre molto attuale. Purtroppo avevano ragione i più ed ancora una volta cittadini e volontari si sentirono presi in giro.

La popolazione deve però sapere che gli sforzi fatti non andranno sprecati: molti volontari hanno nel frattempo conseguito speciali attestati per il Primo Soccorso e la loro presenza nelle squadre in azione consente di attuare almeno in piccola parte le finalità che ci si proponeva di raggiungere con l’automedica, fornendo comunque una assistenza sempre più professionale, a maggior garanzia dei pazienti. Inoltre le apparecchiature, quale ad esempio il defibrillatore, sono comunque in dotazione alle ambulanze idonee per le emergenze.

Uomini e mezzi ci sono, per il resto staremo a vedere!

Pagina successiva Pagina successiva


Credits
Sito realizzato da: Internet Dream TIgullio - Tutti i diritti sono riservati. Contattaci!
www.fontanabuona.com