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INTRODUZIONE
Gattorna, frazione del comune di Moconesi, sin dalle sue origini situata su una superficie di fondo valle denominata Largatona, era composta da alcuni quartieri di poche case ciascuno: cominciò ad assumere una conformazione urbana intorno al 1619, anno in cui la Villa di Gattorna fu eretta a Parrocchia.
All’epoca si potevano contare 16 famiglie, vale a dire circa 80 persone, per la maggior parte dedite all’agricoltura, unica risorsa per la sopravvivenza.
Ben presto gli abitanti avvertirono il bisogno di migliorare le proprie condizioni di vita e garantire maggiormente il futuro dei propri figli: constatata l’impossi-bilità di farlo in Paese, decisero di tentare la fortuna altrove.
E’ storicamente noto che, in vallata, le emigrazioni ebbero inizio intorno al 1870, avendo come destinazione le Americhe, ma anche il Nord Europa; recentemente sono stati però ritrovati nell’archivio comu-nale di Amburgo documenti rilasciati addirittura nell’anno 1836 a certo Giacomo Basso, cittadino italiano di Moconesi, venditore ambulante di giocat-toli.
Scoperta questa che la dice lunga sulle qualità di intraprendenza dei Gattornini, i quali, anche grazie alla predisposizione al commercio che li ha sempre caratterizzati, sono oggi riconosciuti da tutti come precursori nel campo della creazione del “giocattolo povero”, articolo che li ha resi famosi in tutto il mondo.
Tali prerogative caratteriali hanno sicuramente favorito la nascita di una Associazione di Volontariato, sorta dall’esigenza di sopperire alla mancanza di strutture sanitarie in una vallata già povera di risorse e lontana dai centri maggiori in cui sorgevano gli ospedali.
Fu così che all’inizio degli anni ’50 fu fondato il Pronto Soccorso di Gattorna, con la finalità di soddisfare le necessità non solo dei concittadini, ma anche degli abitanti dei paesi limitrofi: Tribogna, Neirone, Cicagna, Orero, Lorsica, Favale, Coreglia, San Colombano e talvolta addirittura Carasco ne poterono usufruire.
Negli anni seguenti, per rispondere alle esigenze della popolazione con maggior efficienza, furono attivati anche altri poli di volontariato e conseguentemente venne ripartito fra tutti quel territorio che per molto tempo i volontari della CRI-Gattorna avevano coperto da soli, con i pochi e talvolta inadeguati mezzi a disposizione.
Oggi, trascorsi cinquant’anni, pur con una realtà assai diversa e gli alti e bassi cui è soggetta la vita di un sodalizio volontaristico, ci accingiamo a festeggiare un importante compleanno: 50 candeline per ricordare con gratitudine tutti coloro che ci hanno permesso di poterlo fare.
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