WWW.FONTANABUONA.COM
versione perPOCKET PC

Le news | Elenco aziende | Il cestino del maestro | Luoghi sacri | La comunità montana informa | I comuni | Come eravamo | Le escursioni | Diritto immobiliare | Diritto societario | Lavoro | Il libro dell'ardesia sagep | Il mercatino delle occasioni | Vie dei pellegrini | La politica | Proverbi genovesi | Lo sport | Articoli storici | Ardesia 1 | Libro 50 anni Croce Rossa Gattorna | Gli artisti della Fontanabuona | Cristoforo Colombo




35 FONTANINI IN EUROPA

Il mensile “Il Golfo”, con un articolo pubblicato nel numero in edicola il 1° giugno 1999, ha reso noto per primo che a Chisinau, capitale della Repubblica Moldova, era stata trovata una comunità di origine italiana, composta da discendenti di emigrati fontanini, per i quali si sollecitavano aiuti dato che versavano in difficili condizioni economiche.

Dal successivo numero di luglio del citato mensile riportiamo testualmente due articoli sullo stesso argomento: il primo testimonia l’interessamento suscitato al momento dalla notizia; il secondo, scritto da Andrea Basso, presidente della comunità fontanina di Moldova, ci racconta in breve la loro storia.

Un ponte dalla Fontanabuona alla Moldova

La Fontanabuona porterà un aiuto concreto ai discendenti degli emigranti fontanini che vivono in difficili condizioni economiche in Moldova, repubblica nata dalla disgregazione dell’Urss. Getterà inoltre un ponte tra la vallata e quella comunità, tanto lontana nonostante sia in Europa, perché gli oltre quaranta Basso che vivono a Chisinau possano riscoprire le tradizioni degli avi e sentirsi sempre più figli della Fontanabuona. A rendere nota l’esistenza di questa comunità è stato Il Golfo nel numero in edicola il primo giugno. Il nostro direttore Gualtiero Schiaffino, nella sua veste d’assessore provinciale al patrimonio culturale, aveva contemporaneamente invitato la Comunità Montana Fontanabuona a studiare possibili iniziative per allacciare rapporti con i fontanini dell’Est. A tale proposito si svolta a Cicagna, nella sede della Comunità Montana una prima riunione cui, oltre la presidente Maria Teresa Demartini, hanno partecipato, in rappresentanza dei comuni di Lumarzo, Orero, Carasco, Tribogna, San Colombano e Moconesi, alcuni sindaci ed amministratori: Silvio Lercari, Gian Franco Arata, Fabio Arata, Carlo Cipriani, Italo Seracchioli e Andrea Cuneo. Alla riunione ha partecipato il professor Giulio Vignoli, titolare di diritto delle Comunità Europee, che aveva scoperto ed era stato ospite della comunità montanina che vive a Chisinau, capitale della Moldova.

Vignoli, docente all’Università di Genova, ha illustrato le vicissitudini storiche e politiche che hanno portato alla creazione dell’attuale Moldova, vicende che fanno da sfondo alla difficile esistenza di questa gente i cui progenitori erano partiti dalla Liguria per fare fortuna. Dopo un inizio promettente, si erano visti confiscare la terra, russificare i cognomi, impedire di manifestare la propria fede e la propria italianità, imporre l’uso del solo alfabeto cirillico. Ed erano sprofondati in uno stato di miseria. Con la fine del comunismo molte cose sono cambiate, i fontanini hanno potuto manifestare di nuovo la loro identità. Resta però il, fatto che lo stipendio medio mensile è di 80.000 lire. Andrea Basso, presidente della comunità, ha chiesto al professor Vignoli di poter ricevere perfino farmaci: o meglio i soldi per poter acquistare medicinali, poiché i medici non saprebbero somministrare quelli occidentali.

Lo stesso professor Vignoli, colpito dallo stato d’indigenza, si è impegnato a far pervenire i medicinali richiesti. Gualtiero Schiaffino, questa volta in qualità di editore, ha garantito l’invio di pubblicazioni destinate agli studenti del liceo moldavo intitolato a Dante e frequentato dai fontanini. Dalla Comunità Montana partiranno pubblicazione e scritti che illustrano la storia e le tradizioni locali. Braccio operativo nella raccolta e nell’invio degli aiuti sarà Mauro Piffero, presidente della Croce Rossa di Gattorna, appassionato cultore della storia locale, personaggio stimatissimo per le sue grandi doti umanitarie e lo spirito di abnegazione. Lo stesso Piffero si è subito messo in contatto telefonico con Andrea Basso, per rendersi conto personalmente delle necessità di quella comunità.

Buona parte dei fontanini in Moldova hanno cognome Basso, sono oltre quaranta. Mauro Piffero ha effettuato ricerche negli archivi di Comune e Parrocchia, scoprendo che il primo a visitare la Moldova, per motivi di lavoro, fu tale Giovanni Basso, nato nel 1875, farmacista. Si era quindi intorno alla fine del secolo scorso. Rientrato in Italia, dopo poco tempo si trasferì con una sorella e un fratello a Chisinau. Qui, agli inizi del secolo si sposò e ebbe diciotto figli. Oltre la metà sopravvissero e diedero origine a buona parte della numerosa comunità.

A Genova Piffero ha incontrato Pietro Basso, agente di cambio in via Gramsci, che visse per un po’ di tempo in Moldova con la famiglia e rientrò in Italia nel 1940. Manca ancora qualche tassello alla storia, mancando, nell’archivio parrocchiale di Gattorna, un registro che riguardava un intero trentennio. Intanto gli amministratori della Fontanabuona, si impegneranno a trovare le possibili formule per aiutare la comunità dell’Est. Si è ipotizzato di accogliere in vacanza i bimbi moldovi, secondo il desiderio espresso dai loro genitori. Di trovare, quando si presenterà l’occasione, posti di lavoro per quanti volessero tornare a vivere in Fontanabuona.

Certamente si effettueranno raccolte di denaro e la colletta sarà estesa anche ai fontanini emigrati in America che saranno certamente lieti di aiutare i loro fratelli dell’Est.

A Favale, durante l’annuale Festa degli Emigranti, si è parlato molto della scoperta di questa comunità all’estero. Nessuno avrebbe mai supposto che dalla Fontanabuona, oltre che verso l’America, fossero partite famiglie anche per i paesi dell’Est europeo.

--------------------- Il Presidente della comunità di fontanini sogna il paese dove nacquero i suoi avi.

Cara terra di Liguria sei come il Paradiso.

Nel 1861 sulla mappa mondiale appare uno stato nuovo: l’Italia. Fine dell’oppressione austriaca, fine delle guerre civili, fine delle dogane. Viva Garibaldi, Viva il Re. Viva l’era nuova.

L’era del capitalismo. Con una velocità inimmaginabile, si costruiscono ferrovie, fabbriche, navi. E’il tempo delle grandi possibilità. Centinaia, migliaia di uomini si arricchiscono, diventa-no proprietari di tesori immensi. Gli atri invece toccano il fondo, rimangono senza mezzi, senza terra.

Liguria, la zona del benessere, paradiso del turismo. Il mare caldo, bello, mentre in Europa è inverno. Le stazioni balneari famose nel mondo intero, San Remo, Imperia, Nervi, Chiavari. Non si sa cosa abbia costretto i miei avi a lasciare la Riviera. Il conflitto con la legge? La povertà?

Nel 1884 a Chisinau (capitale dell’odierna Moldavia, ndr), si stabilì una famiglia non molto numerosa di italiani: Andrea Basso con sua moglie Giulietta e due figli, Giovanni e Teresa. Comprarono terra e costruirono una casa, aprirono una trattoria. Preparavano dei dolciumi stupendi, secondo una antica tradizione di famiglia. Teresa si sposò e cambiò cognome (Monastrich), Giovanni sposò una cittadina, Ionna Adascaliza. Giovanni ed Ionna ebbero 11 figli: 7 ragazzi e 4 ragazze. Uno diventò bancario alla filiale della banca italiana di Chisinau, un altro facchino alle ferrovie, un altro commerciante, uno funzionario di stato. Alcuni, come Antonio Basso, non interruppero le relazioni con la patria, rimanendo cittadini italiani.

Verso l’inizio della seconda guerra mondiale il quartiere “l’Italiana” si estese. L’abitavano ormai parecchie famiglie di emigrati italiani. I figli di Basso comprarono un piccolo terreno. Ma la guerra distrusse tutto. Una parte di abitanti partirono per l’Italia, una parte per la Romania, altri restarono. Durante la collettivizzazione la terra fu confiscata, le vigne seccarono, i giardini si coprirono di erbacce.

Oggi i discendenti degli emigrati dall’Italia hanno messo su una comunità, ne fanno parte cento cittadini della Repubblica Moldova di radice italiana.

Il programma della comunità è abbastanza vario. Include lo studio della lingua, la ricostruzione delle tradizioni perse negli anni passati, l’organizzazione di concerti, mostre, gare, attività di beneficenza, il ristabilimento di legami e collaborazione con le comunità italiane e del mondo intero.

Dopo quanto riportato nelle pagine che precedono, si può facilmente comprendere come la situazione possedesse forti elementi di coinvolgimento per la popolazione gattornina, ed in particolare per la loro voce umanitaria, i volontari del Comitato Locale C.R.I.

Aiutare i discendenti dei fontanini emigrati un secolo prima divenne per tutti un nuovo obiettivo, purtroppo l’unico al momento non realizzato nel corso della storia del Comitato.

Da allora non sono mancati momenti di sconforto, di arrabbiatura, più volte si è dovuto abbandonare una strada intrapresa, ma sempre si è ricominciato, ed ancora ricominceremo se ci sarà possibile, una nuova azione per raggiungere il fine ultimo.

---- %%%% ---- Con l’aiuto della documentazione e degli articoli apparsi sulla stampa, cercheremo di ricostruire i tentativi fatti dal nostro Comitato per portare aiuto ai discendenti della famiglia Basso, ma anche di far comprendere le precarie condizioni, mai abbastanza rese pubbliche, in cui versano questi “oriundi” della Fontanabuona.

Le foto delle prime due pagine che seguono ci mostrano alcune immagini di una città, Chisinau, capitale della Repubblica di Moldavia, che si presenta moderna ed industriosa, ma non fanno vedere gli enormi palazzi incompiuti della sua periferia, ormai abbandonati da anni a causa della mancanza di risorse, conseguenza di un’economia allo sfascio che paga, e non sempre, pensioni mensili equivalenti a circa 10 dollari americani.

Questi sono alcuni dei figli di Giovanni Basso, nipoti di quell’Andrea Basso stabilitosi nel 1884 a Chisinau.

Gli Italiani dimenticati

Oltre che il titolo del libro scritto dal Prof. Giulio Vignoli, docente dell’Università di Genova e ricercatore di comunità italiane nell’Est europeo, sembra anche essere il destino degli appartenenti alla comunità italiana a Chisinau, originata dalla famiglia Basso, partita da Gattorna nel lontano 1880 in cerca di fortuna (ma che fortuna proprio non ha trovato, anzi…)

Oggi nella capitale di una nazione di cui non si scorge un futuro, i discendenti di quei nostri compaesani tirano avanti al limite della sopravvivenza.

Recentemente il Presidente della comunità, Andrea Basso, è tornato a Gattorna, e , con grande dignità, ha chiesto aiuto per la sua gente, la quale, ad ogni inizio del freddissimo inverno moldavo, si interroga sul numero delle persone che vedranno il successivo: una lotta che si inasprisce di anno in anno, soprattutto per gli anziani, costretti a vivere con una ben misera pensione, equivalente a ventimila delle nostre vecchie lire al mese.

Cira un mese fa abbiamo cominciato a raccogliere nella nostra sede generi alimentari, medicine, indumenti. A raccolta ultimata il Comitato Regionale CRI della Liguria metterà a disposizione gli automezzi per effettuare il trasporto (serviranno certamente dei camion, grazie alla generosità di tutti), mentre il Comitato Provinciale contribuirà con un proprio quantitativo di derrate, raccolte presso le varie Unità della Provincia.

Nostro personale accompagnerà il carico fino in Moldavia per assicurarsi che arrivi effettivamente a destinazione, dove, naturalmente, sarà preso in consegna dalla Croce Rossa Moldava per la successiva distribuzione alle famiglie.

Chi non l’avesse ancora fatto……omissis…….. Contiamo, con il vostro e nostro impegno, di far sì che per il prossimo inverno (quello del 2001/2002,ndr) si possano scaldare un poco i cuori di quelle persone, tanto che, almeno per una volta, possano dire “Non siamo più gli ”.

Andrea Basso, con la moglie Alina, durante la loro visita a Gattorna (qui con la “guida” Mauro Piffero).

Comunicato Stampa

Luigi Ferrea, Presidente del “ROTARY CLUB CHIAVARI-TIGULLIO”, leggendo il “Giornale di Moconesi e della Fontanabuona” ha conosciuto la realtà in cui sopravvivono i componenti della Comunità Italiana di Moldavia e si è subito adoperato per dare un decisivo e concreto apporto all’iniziativa del Comitato Locale C.R.I. di Gattorna. Nel giro di poche ore ha messo a disposizione 25 scatoloni di indumenti e calzature invernali da parte del Rotare, ed ha avviato le procedure per garantire un aiuto duraturo agli sfortunati componenti della Comunità Italiana Moldova, originaria di Gattorna. Anche il CENTRO LATTE TIGULLIO, su invito dello stesso Ferrea, ha deciso di donare 700 litri di latte a lunga conservazione. In conseguenza di questi nuovo sviluppi, la colonna di automezzi partirà con un mese di ritardo rispetto alle previsioni, essendosi scombussolati i piani di stoccaggio e l’iter delle pratiche burocratiche. Ricordiamo inoltre che don Berto, Parroco di Gattorna, ha già inviato la somma di Lire 1.420.000 raccolta in parrocchia durante la Festa dell’Immacolata Concezione e che il Comitato Centrale C.R.I. ha destinato un quintale di medicinali che arriveranno nei prossimi giorni. E adesso una considerazione

. Sono passati più di due anni da quando abbiamo appreso dell’esistenza di questa comunità e delle sue precarie condizioni di sopravvivenza. In tutto questo tempo il nostro Presidente Mauro Piffero e noi tutti volontari abbiamo cercato in ogni modo di coinvolgere l’opinione pubblica per una presa di coscienza della situazione: a niente sono valsi gli innumerevoli tentativi di raccontare ai giornali (con qualche eccezione, fortunatamente) la disperazione di questa gente, ed ancor meno le telefonate alle molte aziende alimentari, che ci hanno risposto spesso che non sapevano assolutamente come aiutarci e che avevano già destinato altrove le loro eccedenze di produzione. Enti pubblici e privati hanno continuamente ignorato le sollecitazioni di Piffero.

Solo ora, grazie all’interessamento di una persona che “conta” come Luigi Ferrea siamo riusciti a dar voce a chi prima non ne aveva ed un aiuto concreto a chi ne ha estremo bisogno.

Riepilogo

Il nostro Comitato di Gattorna da tre anni si è preso a cuore la situazione degli Italiani in Moldavia. Un primo tentativo è stato quello di cercare un lavoro in Italia per alcuni di loro,ma un po’ la “sorte avversa”, un pò le scarse possibilità del momento, ci hanno fatto rinunciare a questa iniziativa. Un paio di mesi dopo, abbiamo proposto il un gemellaggio fra il nostro Comune di Moconesi e la loro capitale Chisinau con tentativo di scambiarci visite di rappresentanza.

Ovviamente non poteva andare tutto liscio: Il Sindaco Andrea Cuneo ed il nostro Presidente Mauro Piffero sono arrivati a destinazione; quando però è statoil momento per la delegazione moldava di venirci a trovare, la stessa è stata bloccata alla frontiera con l’Ungheria per una questione di permessi ed ha dovuto tornare a casa. Ultimo tentativo in ordine di tempo, ma non d’importanza, la missione umanitaria con cui stiamo tentando di far avere ai nostri amici in Moldavia viveri, medicinali e capi d’abbigliamento e quanto altro possibile. Un gruppo di nostri Volontari è partito circa 15 giorni fa con due mezzi carichi di roba, ma sono stati fermati alla frontiera con l’Ungheria perché alcuni documenti di viaggio, peraltro indispensabili negli altri paesi attraversati dalla colonna, sono stati causa di malintesi con i funzionari locali (in parole povere in quei fogli si dichiarava un certo valore del carico da noi portato, cosa esplicitamente chiesta dalla frontiera con la Moldavia, mentre per gli Ungheresi avremmo dovuto scrivere solamente “AIUTI UMANITARI”).

Per “venirci incontro” ci hanno chiesto 2800 euro, quindi i Volontari non hanno potuto far altro che tornate indietro. Non demordiamo e stiamo riprogrammando la partenza nonostante la delusione iniziale, ma, come già la prima volta, in questo momento a renderci la vita difficile è l’enorme quantità di burocrazia. Non è facile rendere l’idea della serie di liste da stilare, di fax da inviare, moduli da inviare, telefonate da fare a persone che, come poi scopri, non parlano nemmeno l’inglese, e non puoi certo esprimerti a gesti! O ancora perché succede che riesci ad inviare chissà come un documento ma gli altri non lo ricevono o lo perdono e allora ti tocca ricominciate tutto da capo, sperando che il fax riprenda velocemente la linea, il che raramente succede.

Insomma stiamo cercando di farci venire i capelli bianchi perché vogliamo a tutti i costi dare un aiuto concreto a queste povere persone che nel 2002 muoiono di freddo, di fame, di stenti. Persone anziane che magari non passano l’inverno in quanto, mancando loro anche le coperte, si ammalano e sono ricoverate in ospedale: ma in ospedale non hanno le medicine per curarli e li abbandonano al loro destino. Dicono che chi la dura la vince.

Siamo pronti!

Con la presente comunichiamo che i preparativi per la missione umanitaria in Moldavia sono stati ultimati. I nostri Volontari sono pronti per la partenza che è stata fissata per Giovedì 15 alle ore 18. Grazie alla buona volontà di tutti quelli che ci hanno aiutato è stato possibile riempire all’inverosimile due camion di medicinali, indumenti, cibo, latte, scarpe, ecc.

A questo punto è doveroso fare dei ringraziamenti:

# Rotary Club Chiavari – Tigullio # Comitato Provinciale C.R.I. di Genova # Comitato Regionale C.R.I. della Liguria # Comitato Provinciale C.R.I. di Savona # Comitato Centrale C.R.I. di Roma # Comitato Locale C.R.I. di Rapallo # Comitato Locale C.R.I. di Ronco Scrivia # La Ronda della Solidarietà O.N.L.U.S.

…ma soprattutto la popolazione, i commercianti e le ditte che hanno partecipato con tanto entusiasmo a questa nostra iniziativa.

Pagina successiva Pagina successiva


Credits
Sito realizzato da: Internet Dream TIgullio - Tutti i diritti sono riservati. Contattaci!
www.fontanabuona.com