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PILLOLE DI STORIA – 1
Della nascita del Pronto Soccorso di Gattorna (fondato il 18 dicembre1953 e reso attivo il 14 marzo 1954 con l’acquisizione della “Carolina”) è già stato scritto diffusamente nelle pagine precedenti.
Il primo Direttore, Sig. Gianbattista Basso fu Luigi, lasciò l’incarico dopo circa due anni ed in sua vece il 18 febbraio 1955 fu eletto il Sig. Vittorio Nestori di Lorenzo che rimarrà in carica fino al 1989, ripetutamente confermato per acclamazione, diventando il primo Presidente del Sottocomitato Croce Rossa di Gattorna, trasformazione in unità autonoma del precedente Pronto Soccorso (30 luglio 1955).
La gente cominciava ad aver maggior fiducia nei volontari, ne vedeva l’impegno e comprendeva sempre di più l’utilità di un mezzo di soccorso dislocato vicino alle necessità della popolazione.
Erano però sotto gli occhi di tutti le difficoltà da affrontare ogni giorno.
Il mezzo in dotazione era una vettura ormai vetusta, troppo spesso bisognosa dell’intervento del meccanico; il territorio da coprire era molto vasto, andando da Lumarzo fino a San Colombano e talvolta anche fino a Carasco.
Molte località erano difficili da raggiungere a causa della mancanza di strade carrozzabili, e spesso i volontari erano obbligati a percorrere faticosamente sentieri oggi abbandonati
I servizi potevano durare anche una intera giornata: all’epoca, per raggiungere Genova da Gattorna occorreva almeno un’ora e mezza, di più dalle località maggiormente decentrate, mentre, se si rendeva necessario trasferire un paziente dall’ospedale di Chiavari ad uno di Genova era necessario percorrere la statale Aurelia, in quanto l’autostrada era ancora di là da venire.
Non mancavano poi problemi organizzativi. I volontari venivano spesso reperiti al volo, per strada, al bar o sul lavoro secondo l’ora; le chiamate venivano raccolte dal Bar Centrale, che per lungo tempo ha garantito il centralino diurno, mentre quelle notturne facevano capo presso alcune famiglie.
Primo passo del Comitato Direttivo fu di programmare l’acquisto di una nuova autolettiga, in sostituzione della “Carolina” rimasta in servizio complessivamente ben 27 anni.
S.E. Marchesani, Vescovo di Chiavari, benedice la nuova bandiera
Sono riconoscibili in primo piano a sinistra l’on. Lucifredi, mentre a destra si vedono il Prefetto Vicari ed il Parroco Don Canessa.
In primo piano la Presidentessa della neonata Sezione Femminile, Maria Rosasco Piffero, col Presidente del Sottocomitato Vittorio Nestori.
Posa della prima pietra
Contemporaneamente la struttura dell’organizzazione si ampliava con la costituzione della Sezione Femminile, alla cui direzione venne chiamata la
Sig.ra Maria Rosasco Piffero.
Fu così che il 15 luglio 1956, con una cerimonia tenutasi alla presenza di autorità, dirigenti C.R.I., volontari e cittadinanza, in una atmosfera gioiosa, furono benedette la nuova vettura – una FIAT modello 103 con due barelle sovrapposte – e la bandiera della neonata Sezione Femminile.
Il passo successivo, ancora più importante, fu di porsi come obiettivo la costruzione di una Sede sociale: un’opera ambiziosa e soprattutto costosa.
I verbali delle riunioni tenute allora ci raccontano che ancora una volta furono chiamati a raccolta i capi famiglia, che la risposta venne data con l’usuale slancio, ma che le risorse non erano purtroppo ancora sufficienti.
Con ostinazione e perseveranza vennero contattate autorità di ogni livello, personaggi pubblici ed organi dell’Associazione, ed alla fine si ottennero finanziamenti sufficienti a dare corso all’opera.
Il 27 luglio 1958 fu tenuta la cerimonia della posa della prima pietra, durante la quale fu rivolto un caloroso ringraziamento a tutti coloro che avevano appoggiato e sostenuto l’iniziativa, fra cui in particolare si ricordano ancora oggi con gratitudine il gen. Guido Ferri (Presidente del Comitato Centrale C.R.I. di Roma), l’on. Roberto Lucifredi (membro del citato Comitato Centrale), il Prefetto di Genova Dr. Angelo Vicari, numerose autorità provinciali e sindaci di comuni dell’Alta Fontanabuona, la popolazione tutta.
La costruzione fu completata nel 1960.
La sede quasi finita e, sotto, il Parroco Don Canessa durante la benedizione dei locali.
Stralciamo da un articolo relativo all’inaugurazione che la somma disponibile per la costruzione risultò di oltre 5 milioni, notevole veramente, ma fu necessario ancora qualche sacrificio per completare l’opera.
Il fine di avere finalmente un proprio fabbricato in cui oltre a poter disporre di locali da dedicare a servizi per la popolazione, risultasse anche possibile svolgere le attività amministrative, sviluppare, e soprattutto migliorare gestione ed organizzazione dei servizi, sembrava raggiunto.
Ma non era così: dovevano ancora trascorrere molti anni prima che si potesse pervenire al completamento dell’idea iniziale portata avanti dal Presidente Vittorio Nestori e dal Consiglio Direttivo di allora.
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