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Ecco l'elenco degli articoli della rubrica 'Approfondimento storico" del Portale della Comunità Montana Fontanabuona
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Giobatta “Marzo” Canepa l’irriducibile antifascista
Lo spago che stringe il faldone sembra voler contenere il peso di questa storia, come la pesante copertina che porta sul dorso un numero: 12478 – Canepa Giovanni Battista fu Abramo. Siamo all’Archivio Centrale dello Stato a Roma, aprendo il primo documento possiamo ricostruire in modo preciso la storia di questo chiavarese. Qui confluivano le carte, i telegrammi, le relazioni, di tutti gli organi preposti al controllo pubblico dopo il varo delle leggi liberticide del governo Mussolini. Il profilo è ricostruibile sin dai giorni del primo conflitto mondiale, siamo tra le trincee di Caporetto dove il giovane Canepa combatte e si ferisce. Nella palude di quell’immane conflitto cade in mano nemica e viene rinchiuso nel carcere militare di Braunau. Alla fine del conflitto, il giovane tenente, riceverà la medaglia d’argento al valor militare. All’età di 23 anni parte per l’America del Sud, sembra uno dei tanti destini degli emigranti chiavaresi, ma le idee lo portano a nuove scelte: torna in Italia ed inizia la militanza nel partito socialista. La situazione per tanti diventa difficile e pericolosa: nel settembre del 1924 emigra clandestinamente in Francia. Le organizzazioni democratiche clandestine lo rinviano a Chiavari: il 25 d’agosto del 1925 la sua abitazione è perquisita dalla polizia. Il verbale è chiaro: “Stamani verso le ore 1,30 è stata operata una perquisizione alla abitazione onde rinvenire armi e documenti sovversivi”. Le armi non ci sono, ma bastano i fogli clandestini, il volantino sul “Primo Maggio”, per far scattare reati che lo portano alla denuncia. La situazione è difficile e i fatti lo costringono ad un nuovo espatrio, ancora verso Parigi. Il 27 ottobre 1926 rientra in Italia e viene arrestato per essere trasferito al confino. Nell’esilio di Lipari è nuovamente indagato con deferimento al tribunale speciale “Per aver negli ultimi mesi dell’anno 1927, svolto opera di ricostruzione e propaganda del disciolto pArtito Comunista”. In un telegramma del Ministero dell’Interno, del luglio 1928, la cronaca della successiva evasione: “Notte scorsa evasero in modo ancora non accertato dal carcere mandamentale di Lipari – confinati politici”. Dopo pochi giorni è arrestato, nuovamente condannato ed inviato all’isola di Ponza. Nel nuovo confino incontra la persona determinante per la sua vita, Maria Vitiello. Nel novembre del 1929 è intercettata una corrispondenza che viene recapitata da Maria per conto di Canepa. Il 30 marzo del 1931 Maria sposa G.B. Canepa, vivranno insieme nel confino sino al 27 luglio del 1932, quando scade la condanna. Il rientro non è facile, la situazione internazionale è drammatica, il 14 maggio del 1940 Maria rientra in Italia, sono i giorni dell’amnistia, e raggiunge nuovamente Chiavari ; Canepa si rifugia a Marsiglia. La vita è per lui durissima, il 18 luglio del 1943 la Prefettura di Genova lo intercetta Tra pochi giorni il fascismo cadrà, Canepa rientrerà in Chiavari e sarà tra i primi ad organizzare la Resistenza col nome di “Marzo”, prima a Castello di Favale poi, con gli uomini di Bisagno, a Cichero. Un cammino ancora lungo e difficile, pieno di lutti e dolore, sino alla riunione di giunta della Genova liberata: siederà, come vice sindaco, al fianco di Vannuccio Faralli. |
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