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Ecco l'elenco degli articoli della rubrica 'definizione ed etimologia dell'ardesia" del Portale della Comunità Montana Fontanabuona
1.1 - Definizione ed etimologia

Il termine ardesia indica una particolare varietà di rocce metamorfiche di origine sedimentaria: si tratta di scisti argillosi facilmente divisibili in lastre sottili, piane, leggere, che possiedono una grande resistenza agli agenti esogeni e non risentono delle variazioni di clima, mantenendo pertanto la temperatura costante negli ambienti . Per riassumere le principali caratte- ristiche fisiche dell'ardesia diremo che essa è impermeabile, antigelica, isolante termico, antisdruc- ciolevole, indeformabile al calore, resistente ai pesi ed agli urti, isolante elettrico . Tuttavia, esistono rocce che, pur avendo le proprietà fisiche e chimiche sopra definite, vengono denominate ardesie pur non presentando, ad esempio, una spiccata propensione allo sfaldamento. Può risultare di aiuto analizzare, prima dei dati geofisici e chimici delle diverse rocce, i vocaboli stranieri attinenti in qualche modo alle ardesie: - in inglese la parola "slate" indica sia l'ardesia in senso stretto sia gli argilloscisti in genere, di cui essa fa parte; - in francese il termine "ardoise" designa ogni tipo di roccia fissile, senza tener conto delle sue caratte- ristiche chimiche e fisiche, ma in particolare indica lastre di pietra, solitamente rettangolari e con spessore non eccedente il centimetro; - in tedesco la parola "schiefer" indica comunemente l'ardesia vera e propria mentre in termini strettamente geologici si riferisce agli scisti in generale; - in italiano la parola ardesia designa le lastre fabbricate con pietre scistose, sebbene non si dovrebbero considerare tali quelle più grossolane ed irregolari, realizzate con filladi, micascisti o altre rocce scistose di genere differente rispetto a quello dell'ardesia vera e propria . Il termine ardesia sembra che risalga a un etimo incerto, che diede origine ad "ardeise" nel francese antico: questa parola deriverebbe a sua volta da "Ardenne", provincia nella quale si sviluppò in passato una delle prime industrie estrattive per la produzione di sottili lastre da copertura. Nel secolo scorso si riteneva invece che il termine potesse derivare dalla località irlandese prossima a Shannon chiamata Ardagh . Comunque gli scisti delle Ardenne, impiegati ancora oggi, sono in buona parte filladi, per cui si può, non a torto, attribuire il primato storico dell'industria ardesiaca all'Italia. Nel secolo scorso (ed ancor oggi) si tendeva a legare l'ardesia al nome di "Lapicini" ("lapis" ovvero "pietra") con il quale i Romani denominavano una tribù locale, e anche al nome "Tigullio" ("tegmen" ovvero "copertura") dal golfo omonimo; tutto ciò è quanto meno probante dell'esistenza dell'ardesia in epoca romana . Uno studio sull'origine e sullo sviluppo delle cave di ardesia in Italia può iniziare, con il conforto di una minima documentazione, a partire dal secolo XII. Talune locuzioni, quali "clapa olei", "clapa piscium", erano già in uso nella prima metà del 1100 a Genova e si ritiene che possano avere un qualche collegamento con le ardesie lavorate in lastra. Nell'Archivio di Stato di Genova sono conservati atti e contratti del 1200 nei quali viene fatto riferimento a cave e a manufatti di ardesia . Per esempio, in un documento datato 23 dicembre 1176 viene rinnovato e fissato un patto tra i Consoli di Savona e di Recco: questi ultimi si impegnavano a fornire una parte degli abbadini necessari per la copertura della chiesa in cambio di aiuto e protezione. L'aver accettato l'ardesia come materiale di copertura per un'opera di così grande importanza, per quanto la prestazione dei Recchesi fosse gratuita, presuppone che tale materiale avesse caratteristiche idonee allo scopo e, quanto meno, fosse già stato collaudato in passato per usi del genere . L'ardesia ligure è conosciuta col nome di "lava- gna": secondo l'interpretazione corrente pare sia stata la pietra ad assumere il nome dell'omonima località rivierasca, centro commerciale dell'ardesia italiana fino al secolo scorso. Tuttavia, secondo studiosi ottocenteschi, l'etimo potrebbe derivare dal greco antico las (las), ossia pietra, roccia, o ancora da "clapania", cava o luogo di estrazione delle ardesie ("clapae"), che per riduzione intervocalica da P a V divenne "lavania" e poi lavagna; queste ipotesi dimostrerebbero la priorità del vocabolo comune rispetto al toponimo lavagna.

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